DDB: Stuttgard 20/03/08. “Bist du eine Frikadelle?”

ORE 02.02

Finalmente sono a letto.

Sono sopravvissuta a tre birre e a 3 cocktail, a me ancora sconosciuti.

Apfelcorn parte 1

Apfelcorn parte 1

Apfelcorn parte 2

Apfelcorn parte 2

ORE 13.35

Siamo sul treno diretto a Stoccarda e ora ricostruiamo un po’ gli eventi più salienti, della serata appena passata.

In primis, prima di entrare, abbiamo bevuto birra e Sekt a volontà.

Dopo aver attraversato una selva scura e tempestosa piena di pozzanghere, subentra la prima figura di merda. Un buttafuori urla in nostra direzione: “Die Flasche!!!”. Io, in seguito, mi rendo conto di avere una bottiglia di birra in mano [ehb]. Ne bevo finchè posso, e poi la butto via.

Entriamo.

Inizia il bier tour. Musica anni ’70.

Come previsto, alle ore 21.28 danno “Sweet home Alabama”.

Degenero!

Da notare: io betrunken che ballo attaccata ad un muro “Thriller” urlando: “Sono un puttanone, lo voglio in culo. Datemi un cazzo!!!!” —>meglio lasciar perdere e sorvolare il tutto.

Sotto consiglio di Niki, si beve un chupito crucco, meglio conosciuto come Apfelcorn, e in seguito Erdbeer limes (si scriverá poi così?).

Il dj è simpatico e ci saluta: “Wir haben drei Italienerinnen mit uns!”.

Urlo generale.

Un tipo balla mezzo nudo su un tavolo.

Intravediamo Gobbizia, Ú33ì e Justin dei Darkness in versione tedesca.

Gobbizia

Gobbizia

Ü33ì

Ü33ì

Giusto

Giusto

Gente ignuda

Gente ignuda

Patrick, il tedesco-ispanico.

Patrick, il tedesco-ispanico.

Incontri ravvicinati:

1) stoccardese di nome Patrick che si spaccia per uno spagnolo;

2) sul tetto, nell’intento di cercare una sigaretta per Nati, m’imbatto in due italiani. Uno calabrese, che si presenta col nome di Marco, l’altro siciliano, conosciuto meglio come Onofrio. Si parla di vita, di Italia e di idraulici. Nel frattempo, Eli è dentro e ordina una Schnitzel per 2.50€, e se la mangia con Ele.

Il tempo vola, ed è già ora di tornare alla stazione.

Piccolo problemino: il bus è imballato da una mandria di piccoli Tokio Hotel incalliti, quindi noi non riusciamo a salirci sopra. Peccato che fosse l’ultimo.

Unica soluzione: farsi tutta Ludwisburg a piedi per raggiungere la Bahnhof.

Arrivati a Bietigheim, stiamo circa 30 minuti fuori a congelare per decidere il da farsi.

In qualche modo, si prende un’iniziativa e io sono scortata da Sandra Piñnacolandra che ha i vetri della macchina ghiacciati.

Momento sbrinamento con delle scopette e si riparte.

Da sottolineare che Nati si è limonata l’ennesimo tipo davanti al Waldhaus e che in stazione ritroviamo, chissá come, il ragazzo puffo.

Bella serata. Tanto alcool e tanto tedesco.

ORE 15.54

Siamo in un locale che si chiama Treppe e abbiamo mangiato un panino alla mozzarella. Tutto cibo rigorosamente crucco.

Shopping a bbbbballa, H&M rules!

ORE 16.39

Siamo di nuovo in treno per tornare a casa.

In questo lasso di tempo abbiamo fatto l’esperienza Starbucks (per me un po’ nauseante), visto e sentito uno stereotipo di peruviano dotato di flautino, ammirato una vedova che suona bicchieri e un piccione che scivola in stazione.

Postilla: stazione molto figa.

ORE 16.57

Sono di nuovo single. Il controllore del treno ha uno stile punk e tira su gli animi.

Più tardi, medico Ele a casa di Melle e poi ci trastulliamo con un idiota che canta “Ich hab’ ’ne Zwiebel auf dem Kopf, ich bin ein Döner…Denn Döner macht schöner”.

ORE 22.03

Siamo al famigerato Gaswerk.

Amy Winehouse suona alla radio.

L’atmosfera è irlandese, ma non spieghiamo il perché.

Al supermarket abbiamo incrociato Andrè.

Eli ha comprato una mini Vodka.

È ancora ignoto il perché la gente si debba ubriacare con della birra scandente dei negozi, quando potrebbe farlo per 2.80€ con birra, al contrario, buonissima.

La schiuma fa crescere le tette.

ORE 22.34

Riesumiamo un altro episodio di ieri sera.

Waldhaus pieno.

Ele, ad un certo punto, avvista un tipico uomo tedesco dai capelli corti e dalla barba lunga, e urla: “Isaaaaa, un rabbino!”. Io, inizialmente tranquilla, alla vista dell’uomo emetto un verso orgasmico da faraona in calore.

Questo è tutto.

Ora ordiniamo dei tacos. Tipico cibo tedesco.

Io mimo col labiale la parola “ME-LI-NA”.

Ele ride.

Cazzo, i tacos sono piccanti. Si discute sull’alito post-tacos ed io ho in programma di stendere il cane Henry con un’alitata.

Momento di silenzio.

Theresia lo spezza dicendo “termovalorizzatori” e scoppia una risata generale.

Raccontiamo in qualche modo, in tedesco, l’episodio del Nano, cercando di fare meno gesti possibili, onde evitare equivoci.

L’alcool fa miracoli.

Qua la birra da meno di mezzo litro non esiste.

Si parla dei capelli di Giorsetti: ilarità generale.

I gambaletti scendono.

E la ciucca sale.

Incontro con Beluga e Giovanni.

C’è pure Billy Corgan. Ma ora è andato a fumare, peccato.

È anche arrivato Mercuri, aiuto!

Cantiamo “Quattro pinne all’orizzonteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee….”.

Io lancio una penna nei tacos e questa smette di funzionare.

Therry, per fortuna, ne ha una di riserva da imprestarmi.

Vado a pisciare.

ORE 23.30, FERMATA BUS

Siamo io, Ele, Eli, Isy, Melle, Niki, Therry. Nati a caccia di cazzi.

Ci raggiunge un tizio uguale al principe William.

Io sul bus, brillantemente, gli chiedo: “Bist du eine Frikadelle?”, che tradotto significa: “Sei una polpetta?”. Stranamente non risponde.

Maleducato!

Le luci sul bus sono inspiegabilmente psichedeliche.

Chiediamo il perché.

E Niki risponde che è un Bus Party.

Segue un excursus sull’utilizzo del nome Niki in Italia: Moccia forever, i suoi libri pure. Nessuno capisce.

Che strano. Passiamo per delle sfigate come al solito.

La sottoscritta si presta a fare la scribana al Gaswerk

La sottoscritta si presta a fare la scribana al Gaswerk

Luglio 5, 2009. Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Uncategorized.

Ancora nessun commento.

Essere il primo a commentare!

Lascia un commento

URI per il Trackback