Diario di una ragazza-volpe a Berlino: Tages 18-29 (13-24/08)

Con mio enorme rammarico, scopro che Tyson rimarrà assente da sabato fino al 29 di agosto, però giustamente anche lui si merita delle vacanze. Adesso mi rimarranno solo il maniaco anni ’80 e Ingo (sicuramente avrò capito male), ovvero l’uomo con qualche ritardo mentale, con i quali chiaccherare quando andrò a recuperare i bicchieri dietro le quinte.

Il meteo ha previsto sole per tutto il weekend e per una volta ci ha preso in pieno: sono stati due giorni deliranti e dalle 15 alle 17.30 circa è un continuo preparare coppe, servirle ai tavoli e vendere il gelato da asporto. Cip & Ciop (nome alternativo a Gemelli Diversi), ma anche alcuni camerieri, non ci vengono molto incontro e spesso ci mandano delle ordinazioni poco chiare o sbagliate e di conseguenza abbiamo dovuto buttare via quello che avevamo fatto. I clienti sono stati anche più rompicoglioni del solito, in particolare per quanto riguardano i topping (‘No, ma io lo volevo alla banana sul gusto vaniglia e al cioccolato su STOCAZZO’) e le ordinazioni ai tavoli che saremmo tenute a non fare, dato che è compito dei camerieri. Il peggiore è stato un signore che mi ha chiesto se potesse fumare all’interno del locale -.-”

Come dicevo prima, verso il tardo pomeriggio il delirio finiva e potevo così finalmente mangiare una pasta o una pizza. Il momento migliore della giornata, insomma :)

Venerdì speravo di uscire con Therry e al mio rientro a casa la trovo sul suo divano a guardare Scrubs in tedesco. “Che carina” pensai “mi ha aspettata!”. Le chiedo com’è andata la sua giornata e poi le pongo la fatidica domanda: “Gehen wir aus?” “Nein! Ich bin muede”; fu così che sfumò la mia serata. Il sabato decidiamo di rifarci e di andare a ballare ad un certo Fritzclubparty, attaccato all’Ostbahnof; si tratta di un’ex stazione delle poste riqualificata appunto come punto di ritrovo per i giovani scavezzacollo berlinesi e non. Sull’S-Bahn e prima di entrare beviamo vino da discount, giusto per puntare al risparmio. Il locale è composto da tre stanze con rispettivamente musica elettronica, hip-hop/tamarra e rock/indie. In quest’ultima ho il piacere di conoscere Markus/Marcus, ovvero un ragazzo che mi ha fissata per un po’ di tempo e poi ha cominciato a parlarmi; al momento degli ossequi, gli chiedo se abbia un contatto Facebook e lui “Scusa, ma ho la ragazza”. Epic fail #1 della serata.

Mi attacco alla birra e esco a farmi una sigaretta mentre Therry, imperterrita, continua a ballare nella stanza degli hipster. Neanche il tempo di finire di fumare e mi si siede vicino un berlinese doc che scoprirò chiamarsi Shadi (rinominato in seguito Slim Shadi), mezzo libanese e mezzo francese. Lui è carino, i suoi amici un po’ meno: fanno i polpi e più di una volta provano a baciarmi, ma in qualche modo riesco sempre ad evitarli e a ballare con Slim. Perdo definitivamente Therry e verso le 5 comincio ad essere stanca, quindi riferisco ai miei nuovi amici le mie intenzioni di sloggiare; ovviamente non vogliono lasciarmi andare via da sola e continuano a volersi autoinvitare a casa mia. Meno male che i polpi scendono ad Alexanderplatz e rimango con Slim; da sottolineare una ragazza italiana che dilettava il vagone imballato cantando “Una spada nel cuore” e “Gianna”. Scendiamo a Friedrichstrasse e spero ancora nel miracolo che, per mia fortuna, si avvererà: trovo Therry alla fermata dell’U-bahn! A questo punto, a Slim non rimane altro che congedarsi, dato che sono in buone mani per tornare a casa. Festeggio alle 6 con l’avanzo di pasta alle zucchine e mi corico dopo mezzora. Sveglia alle 10mezza, causa bisogni biologici, alias Foo Fighters.

Stranamente non sono deceduta al lavoro. La sera mi toccherà fare una bella dormita, ma la cosa non mi peserà.

Comincia un’altra settimana e Chiara ha giorno libero; mentre faccio chiusura, sento bussare alla finestra della gelateria e fuori vedo GAIA! La raggiungo e con lei c’è un suo amico Texano, Mike; staranno qui a Berlino fino a giovedì e rimaniamo d’accordo per uscire assieme l’indomani, dato che il mercoledì avrò giorno libero, e andare da Marooush per un narghilè.  Neanche il tempo di tornare a casa e ricevo un sms da Chiara, chiedendomi se avessi voluto uscire con lei, Marco il cuoco che ci sta provando spudoratamente e due suoi amici (Isidoro l’ischitano e il Mutone). Tempo 10 minuti di prepararmi e mi ritroverò su una berlina Benz grigia dalla guida molto sicura, con musica tamarra; non manca all’appello nessuna ultima hit dell’este 2011 (da sottolineare la versione spagnola di “Get on the floor” di Jennifer Lopez). Nonostante l’alta velocità, arriviamo vivi in un locale molto carino, lo Zeitlos, a Kurfürstendamm, dove all’interno c’è della sabbia sul pavimento e alle pareti sono appese delle tele di Dalì (anche sulle porte dei bagni). Senza molto potere decisionale, a noi femminucce toccherà una brocca gigante di Berliner Pilsner, mentre i maschietti si butteranno sugli amari. Marco comincia il suo baccaglio e a me non rimane che parlare con Isidoro delle sua vita, dei Mondiali di calcio del 2006, della California, di Las Vegas, del Q-Dorf, del fatto che il 15 fosse il suo compleanno e per questo ha tenuto il cellulare spento, ecc. ecc. Il Mutone si limiterà a giocare ad una applicazione con le slot machine sul suo cellulare; scopriamo che ai nostri amici piace ogni tanto andare a spaccarsi soldi al casinò e che l’ultima volta in 3 hanno perso più di 300€. Bravissimi! A una certa ora ci sbattono fuori e vengo riaccompagnata a casa. Chiara dovrà ancora subire un palinsesto di musica, a sua detta, ancora più tamarre delle prime canzoni e delle soste per poter alzare a palla il volume e ballare. Meno male che non c’ero!

Martedì grande giornata di approfondimenti: riesco finalmente a trovare Barish da solo nel reparto griglia e ci scambio qualche parola. Poi mi impresta il suo accendino per uscire a fumare (domanda alla quale ho risposto ‘Ja’, senza aver capito minimamente cosa mi avesse chiesto). Si affaccia Benny, un altro cuoco, che ridacchia. Vabbè. Meglio non farci caso. Faccio chiusura e rimango d’accordo con Chiara che sarebbe passata a prendermi al ristorante, così ho ancora una buona mezzora per uscire a socializzare nel reparto fumatori. Ho addosso una maglietta un po’ più scollata e attiro così l’attenzione di Tommy che mi dice “Schoene Brust!” ovvero “Belle tette!” davanti a Barish. Dopo un momento di imbarazzo chiedo al maligno se uscisse con me a fumare e mi raggiunge dopo un minuto. Peccato che tra noi si sieda Christian che non ancora troppo contento, dice “Scusate, non volevo dividervi”. Troppo tardi :D Scopro anche i nomi della nuova cameriera, Cynthia, e di Tristezza, Lulja. Poi posso anche smetterla di fare ice-breaking e continuare la mia serata.

Direzione Marooush! Tutto ok, anche se mi convingo che nel 2008 fossimo andate in un altro locale e non in una traversa di Kurfurstendamm. Il narghilè fa anche meno effetto rispetto ad altre volte e ne usciamo illesi. Chiara poi torna a casa, perché l’indomani sarà da sola, così proseguo con Gaia e Mike e ci dirigiamo verso il Cookies, in Friedrichstrasse: il locale del martedì sera, difficile da trovare perché senza insegna. Per nostra fortuna individuiamo una coda di persone e capiamo che quello è l’ingresso. Ci sono due stanze: una con musica elettronica e l’altra con un mix di hip-hop e soul. Per ballare meglio bisogna carburare e prendiamo un cocktail e una birra a testa; inevitabilmente la vescica poi chiama e ci mettiamo in coda ai bagni; per ottimizzare i tempi, nell’attesa, decido di girare una sigaretta destando l’attenzione di un ragazzo che mi chiede se sia fumo. Gli rispondo di no e quando capisce che non sono tedesca sarà la fine e m’attaccherà bottone per 15 minuti: mi chiede più di una volta se sia davvero capace a cucinare, perché lui ama l’Italia, le italiane (cosa su cui all’inizio avevo dei dubbi, dato che non aveva una voce molto virile) e mi lascia il suo numero. Tempo 10 minuti e rivedo questo Momo (sì, giustamente l’ennesimo tedesco doc di origini persiane) che mi offre una birra al bancone e mi chiede se io e i miei amici volessimo poi proseguire serata con loro. Nel frattempo mi attacca bottone un altro tipo, sempre 100% berlinese, e gli dò corda credendo fosse un amico di Momo; ma così non è e quando cominciava a chiedermi il numero sono scappata. Gaia e Mike alla fine decidono di tornare dal loro Couchsurfer finlandese, mentre io mi aggrego alla nuova cumpa: Momo, Thomas il francese che vive da 4 anni a Berlino ma preferisce parlare inglese, Azitha una ragazza mezza iraniana e Oliver un ragazzo tedesco. Compriamo delle birre e ci sediamo sui divani a fumare e a bere le ultime cartucce alcoliche; il tutto con sottofondo musicale da un impianto da dj della madonna! Inevitabilmente l’abbiocco arriva e verso le 10 ci addormentiamo, ma non prima che Momo abbia mandato un sms al lavoro, dicendo che non sarebbe andato causa febbre. Mi risveglio alle 16 e sono sola in casa con Momo e decidiamo che sarebbe anche ora di fare un pranzo decente (per colazione si era riscaldato un avanzo di pasta alle carote) e mangiamo un mega hamburgher. La zona è molto carina, Prenzlauer Allee, il sole splende e per la strada è pieno di persone. Mi sento in pace col mondo e con me stessa :)

Torniamo poi a casa sua e concludiamo la serata guardano i Simpson e una commedia anni ’80 con John Travolta in tedesco (i doppiatori italiani comunque sono migliori) e Momo ordina una pizza, supplicandolo di prendere una semplicissima margherita e non una hawaii o salami; oramai ho lo stomaco di una settantenne.

Dormiamo fino alle 00.30 circa e poi apprendo con immensa gioia che Theresia dovrà alzarsi alle 7 perché deve fare delle foto alla mia camera, in vista della ricerca di un/a nuovo/a coinquilino/a su WG Gesucht. Il messaggio è conciso e diretto ed è richiesto il mio contributo nel mettere in ordine la stanza; non mi rimane altro che ritornare verso la base coi mezzi pubblici (Momo purtroppo è troppo kaputt per riaccompagnarmi). La zona la conosco, quindi so come muovermi: 26 minuti d’attesa per il tram M2; mi conviene andare a piedi fino alla stazione dell’S-Bahn. Peccato che non passi più nessun treno fino alle 4-5 di mattina. Per un attimo penso d’essere della merda, ma non mi perdo d’animo e consulto la mappa con le linee notturne; riesco in qualche modo a raccapezzarmi e continuo il percorso iniziato. La fortuna è dalla mia e in meno di due ore arriverò a casa, ma non prima di aver fatto l’ennesima conoscenza alla fermata dell’ultimo bus. Dovendo aspettare una quindicina di minuti, per ammazzare il tempo decido di girarmi una sigaretta; avendo il brutto vizio di tenere troppe cose in mano contemporaneamente, mi casca la borsa e attiro l’attenzione di due fratelli ed uno di loro mi chiede prontamente se voglia accendere e se abbia del fumo (aridaje!). Con questa scusa riesce ad attaccarmi bottone e tenta di fissare un’uscita con me; PURTROPPO per il mio amico Jean, nigeriano di 32 anni, ho solo la sim italiana e non posso dargli il numero di telefono. Insiste per avere un qualsiasi mio contatto e così gli rifilo un mio indirizzo email fittizio; noto con piacere che come sfondo sul cellulare c’è la foto di una bambina che OVVIAMENTE non sarà sua figlia. Per fortuna arriva il bus e posso finalmente andarmene a dormire (per 3 ore). Coma assicurato!

Al lavoro è da segnalare un altro cliente abbastanza fisso, ovvero un ragazzo italiano che lavora a Berlino e che ha sempre al suo seguito un enorme Dogue de Bordeaux, Ian, molto goloso di gelato da quando Roberto fece l’errore di regalargliene uno. Da quel giorno questo ragazzo (del quale ignoro il  nome) non può più portare a spasso il cane davanti al ristorante, perché vorrebbe a tutti i costi mangiare un cono. Una volta è infatti successo che per un momento era sfuggito dal controllo del padrone e stava per assaltare le coppe di due avventori ignari :D

Per il resto, continuo a fare la gallina tra il reparto stoviglie e la cucina; a volte riesco ad interagire con Barish nell’angolo fumatori e ne approffitto per chiedergli se avesse un profilo su Facebook e se mi avesse potuto insegnare delle parolacce in tedesco. Tra le tante verrò a conoscenza del corrispettivo di ‘frocio’ e mi invita a ripetere la lezione etichettano Marco come tale; inutile dire quale standing ovation che si sia levata in cucina al mio “MARCO! Du bist Schwul!” guadagnandomi ulteriori simpatie dalla cucina e avrò il mio rito di iniziazione alla setta dei cuochi.  Purtroppo appuro anche che in tedesco non esiste il nostro corrispettivo della bestemmia, però è divertente sentire i cuochi tirare giù dei porchi senza nemmeno sapere cosa significhino! Venerdì e sabato sera al lavoro trascorrono abbastanza bene, se non fosse per Albert che è più impestato del solito e per il locale è tutto una sua bestemmia continua; non sapendo più con chi prendersela, i suoi capri espiatori saranno Antonio e Alessandro. A me preleva dalla gelateria “Perché tanto qui non c’è un cazzo da fare!” e mi mette a sparecchiare, riapparecchiare e asciugare bicchieri e posate. Jawohl Herr Hauptmann!!

Entrambi i giorni faccio chiusura e al sabato, quando ho finito, tento ancora di chiedere a Barish cosa faccia, ma è troppo kaputt per uscire. Stessa risposta riceverò da Anto e Ale; però ho il ricambio per far serata dietro con me, allora sono determinata e decido di uscire per i fatti miei all’avventura. Magggicamente, come Superman nella cabina telefonica, mi trasformo in una super eroina nel gabinetto degli handicappati; saluto tutti e mi dirigo verso Kreuzberg. Già alla stazione Schlesisches Tor l’atmosfera è festaiola e c’è un dj set in corso con tanto di barboni che ballano sugli scalini; decido di perlustrare la zona e compro una birretta per far passare un po’ di tempo. I ricordi del 2008 rinvengono a galla e riconosco un kebabbaro-pizzeria dove Bettina comprò, in preda alla fame chimica, un piatto take away di pasta alla Bolognese mentre Eli faceva finta di essere un piccione in mezzo alle bici :’)

Nel giro di pochi minuti mi ritroverò davanti al Watergate, però desisto ancora prima di provarci e mi metto in coda davanti al locale subito prima che si chiama Magnet Club. Tentar non nuoce e il fato vorrà che incontri una mia compagna di università, Rachele, con le sue amiche, mi pare Giulia e Chiara, e un ragazzo che hanno conosciuto in ostello di Pistoia, Leonardo. Mi aggrego per il resto alla serata che così si è salvata! Il posto è carino e ci sono due stanze: una con musica indie-rock e l’altra revival. Nella prima ho fatto l’errore madornale di incrociare lo sguardo con un tetesco doc (questa volta per davvero) e questo mi s’è subito accollato. Non era brutto, si chiamava Martin e aveva la mia età, solo che era talmente ubriaco che mi si stava addormentando addosso e ballava il lento su qualsiasi canzone, pure con ‘Song 2′ dei Blur e ‘Barbra Streisand’. Mi faccio due ghigne ma poi opto per liquidarlo dicendogli che in Italia ho un fantomatico fidanzato di 25 anni del quale sono follemente innamorata e non voglio tradirlo. Es tut mir leid, Martin! Posso finalmente continuare a far festa con il mio nuovo gruppo improvvisato. Verso le 4 decido di alzare i tacchi, in vista del lavoro che comincerà alle 12. Baci e abbracci a tutti! Nel tratto fermata della metro Wedding-casa riesco ancora ad accollarmi un ubriacone gaggaro che mi fa lo scherzo della toccata infida sulla spalla, per poi incolpare nessuno, dato che era tutto desolato attorno, e quello della finta stretta di mano. Spero solo di levarmelo di torno al più presto! Il classico “Mi dispiace, sono i-ta-lia-na, non parlo te-de-sco!” non funziona e continua imperterrito a seguirmi; vaneggia su delle sue fittizie origini italiche sfoderando però parole francesi e glielo faccio gentilmente notare. A questo punto, attacca a parlarmi in inglese e mi informa, con mio grandissimo interesse, che deve incontrarsi con una ragazza “Bicosssss iu nou, Ai uont tu fffffack hard wid her. Du iu nou uot Ai min?”, il tutto con tanto di mimesi dell’atto sessuale. So benissimo cosa intende e quando mi chiede come mi chiami, gli rispondo Elisa; purtroppo però deve deviare il suo percorso a destra, forse avrà davvero un incontro focoso da lì a poco. Però non ci tengo troppo a saperlo e a malincuore lo lascio andare per la sua strada. Verso le 5 e mezza riesco filamente a coricarmi.

Rrrroberto (con pronuncia alla tedesca) mi annuncia che il giorno prima abbiamo preparato in totale 155 coppe e totalizzato più di 700€ con il gelato da asporto; pas mal! Chiara ed io ormai necessitiamo di sedute da un fisioterapista dato che i nostri rispettivi polsi destro e sinistro ci dolgono; inoltre sul medio e sull’anulare sono anche spuntate delle vescichette che nel giro di pochi giorni diventeranno dei veri e propri calli da gelataio.  Aneddoti imbarazzanti: come tutti i migliori turisti tedeschi, è venuta alla sottoscritta la classica abbronzatura su piede non uniforme, causata dalle Birckenstock e dall’orlo dei pantaloni. Solo una lampada potrebbe salvarmi da questa disgrazia! Inoltre, spesso a fine giornata mi ritrovo con delle chiazze enormi di gelato (rigorosamente dei gusti più macchianti) in zona zinne senza che me ne sia accorta prima. Mi è toccato comprare un prodotto sbiancante, se no passerei per una zozzona!

RUBRICA ‘CLIENTI ROMPICOGLION’I

Come ogni settimana, stilo la lista con il meglio che ci si è presentato in gelateria: al primo posto, si piazza una vecchia, scarrozzata su una decappottabile dalla figlia, che pretende una cioccolata in tazza nonostante il caldo che ha deciso finalmente di esplodere. A questa ordinazione, seguirà una serie di bestemmie da parte di Roberto. Al secondo posto un paio di persone che si sono informate se potessero pagare o meno con la carta di credito per 2€ di gelato. Altre bestemmie. Al terzo posto una re-entry delle lamentele poste da una signora che credeva d’esser sempre stata gabbata dalla Josi, dato che una volta pagava 1,30€ la pallina; Robi prova a spiegarle cos’è cambiato rispetto a poche settimane fa, ma lei se ne va. Bestemmie. Per il resto, ci sono i classici che si lamentano sul fatto che le palline sono troppo piccole; quelli li mandiamo direttamente a fanculo!

Marco, dopo varie e difficili prove, è riuscito a guadagnarsi l’ingresso a vita sulla mia lista nera di FB; caro il mio ragazzo, devi smetterla di tediarmi con la Chiara quando mi connetto. Non posso ancora ragionare con la sua testa e quindi non posso darti delle risposte soddisfacenti. Es tut mir leid! Ti ringrazio comunque per la pizza Mediterranea (rucola, prosciutto crudo e scaglie di parmigiano) che mi hai preparato con tanto amore. Il mio giorno libero è rimandato a martedì e rimango d’accordo con Momo che ci saremmo visti al pomeriggio, dopo che si era allenato in vista di una maratona (di sicuro avrò capito male) che prossimamente dovrà fare. Nell’attesa, vado al supermercato e compro il necessario per fargli scegliere tra un risotto ai porri o delle penne rigate con pomodorini, patè d’olive e mozzarella; decido anche di prendere una birra aromatizzata al fico d’india. Prossimamente vi farò sapere se è buona o meno. Come ogni miglior film fantozziano, la nuvoletta di pioggia mi segue ovunque; tutte le buone intenzioni di andare a rilassarsi in un qualsiasi parco sono così sfumate e aspetto l’ometto chez moi. Quando arriva, gli chiedo cosa preferisca cucinare ma, con mia grande sorpresa, dice di rimandare alla prossima volta perché in vista della sua riabilitazione sportiva è preferibile che mangi verdura -.-”

A questo punto, stappiamo la bottiglia di vino bianco Orvieto, che avevo acquistato con l’intento di sfumare un eventuale risotto, e ce la scoliamo per il resto del pomeriggio. Momo mi ha regalato una sim prepagata tedesca Vodafone, ma non funziona; così passiamo la prima mezzora a far telefonate a diversi numeri clienti per cercare di risolvere. Trovo divertente il fatto che per fare lo spelling del mio cognome, usa i nomi di persona e non i nomi di città come in Italia. Provo a spiegargli questa cosa, senza farmi ovviamente capire e così desisto. Finalmente la carta è attivata, però non riesco comunque a mandare sms: EPIC FAIL. Sono contenta perché con Momo riesco a parlare di tutto e pian piano il mio tedesco sta decisamente migliorando e il mio vocabolario si arricchisce con parole importantissime quali ‘coccolarsi’, ‘vero?’, ‘solletico’ e altri modi per dire ‘sexy/carino’, ‘cattivo’, ‘parlare’. Insomma, potrei aver imparato qualcosa di più, ma mi va bene così! Quando abbiamo raggiunto un bel livello di ebbrezza e ha smesso di piovere, decidiamo di spostarci a casa sua. Guardiamo un po’ di tv e ci imbattiamo prima nei soliti Simpson e poi in uno speciale sui single disperati tedeschi over 30 che sparano le loro ultime cartucce partecipando a eventi di speed dating o facendo uscite al buio con persone da un altro stato. Purtroppo il sonno ha il sopravvento su di noi e ci risvegliamo verso le 2 di notte, l’ora perfetta per far cena: lo chef Momo mi propone riso e ceci (alla faccia che voleva mangiare solo verdure). Per il resto della notte dormo in modo scostante e disturbato; meno male che quando mi alzo sta piovendo: Chiara ha il giorno libero, almeno non ci sarà da impazzire! Tempo di arrivare al ristorante e rispunta il sole, accompagnato da un caldo micidiale. Cip & Ciop non mi aiutano molto con le ordinazioni pure errate, quindi più di una volta mi toccherà riportare indietro quello che avevo preparato. Alla chiusura si sono totalizzate più di 80 coppe; sono esausta e la cosa che più desidero è tornare a casa e dormire. Fantozzi is back in town e appena metto piede fuori dal ristorante, comincia a diluviare e basta il tratto fermata della metro-casa per bagnarmi fino all’osso, nonostante l’ombrello che mi ha imprestato Robi. Mi fiondo subito sotto una doccia calda e concludo la serata bevendo cappuccino liofilizzato della sottomarca Gut & Guenstig e mangiando due fette di pane tostato con marmellata ai lamponi <3

RUBRICA MOGLI E BUOI DEI PAESI TUOI, ovvero, LE STRANE ABITUDINI DEI TEDESCHI

1) Un paio di volte ho firmato, su un dispositivo elettronico che in Italia ci possiamo scordare, per ritirare dei pacchi che però poi si sono rivelati essere destinati ad altri condomini. Non so perché siano arrivati fino al nostro appartamento. Mistero divino!

2) Non capisco perché qui abbiano il brutto vizio, Theresia e l’onnipresente e loquace Arne (ma immagino anche altri loro coetanei tedeschi), di non sciacquare i piatti quando li lavano; sì, avete letto bene: li scrostano e li puliscono nel lavandino pieno d’acqua e detersivo dal tossico gusto oceano, senza però poi togliere il sapone. Non riesco a concepirlo.

3) Sto covando l’idea di volermi far sfoltire i capelli e aggiustare la frangia, prossimamente a Berlino; non esito a riferire questa importantissima decisione a Rhesia la quale però non capisce il concetto della parola ‘sfoltire’. Più che cercare il corrispettivo esatto tedesco, altro non potevo fare. Continuate a vivere con i vostri quattro peli in testa e non preoccupatevi per noi esseri viventi dalle chiome a campana.

Con questo, chiudo l’aggiornamento e mi scuso per gli errori che sicuramente ci saranno; però ho scritto troppe cazzate e non sono in vena di rileggerle tutte.

agosto 25, 2011. Uncategorized.

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