DDB: Stuttgard 23/03/08. “We wanna be sedated”.

Giornata tranquilla per tutte.

Pranzo in famiglia e non.

Io ed Eli ci ritroviamo al ristorante cinese, tipico modo per festeggiare la Pasqua.

Siamo in una stanza per fumatori.

Sei persone in un tavolo da dieci, tra cui un ragazzo simpaticissimo che ha insistito per infiltrarsi in questa cena esclusiva.

Probabilmente voleva conoscerci (così orgogliosamente crediamo), ma l’unica cosa che ci chiede in tutta la serata è se conoscessimo il significato della parola Titten (alias tette).

Segue un silenzio imbarazzante.

Impeccabile il servizio al tavolo: mancano i tovaglioli. Ma in cambio, aperitivo gratis (un apparente rosè che sapeva di saponetta alla rosa).

Il cameriere parla tedesco peggio di noi e continua a ridere.

Nonostante ciò, riusciamo ad ordinare da mangiare.

A fine pasto ci viene la brillante idea di bere un aperitivo.

Alla modica cifra di 1€ al bicchiere, ci viene riproposto lo stesso rosè di merda, questa volta spacciato per Sekt.

Non c’è altra soluzione che bere alla botta.

I biscotti della fortuna contengono tutti lo stesso destino.

Si paga.

I cinesi insistono per regalarci uova colorate: non sanno più come sbarazzarsene.

Segue la solita camminata chilometrica per raggiungere la casa di Sum41-puffo.

Tutte le case a cui passiamo davanti s’illuminano d’immenso.

La cosa è molto inquientante. Ma lo è ancora di più il fatto che viene ad aprirci la porta un punk, bello come un adone, dotato pure di cresta.

Gli anfibi sono il the best, però temiamo entro fine serata una scarica di botte.

Si respira lo spirito punk in questa camera, o meglio dire appartamento, gigante con tanto di sauna, tavolo da biliardo, un negozio di scarpe in esposizione e un letto 10 piazze.

Spopolano calendari porno, alternati a poster punk.

Si beve birra, e finalmente si fuma schischa.

A farci compagnia ci sono una bambola gonfiabile che si chiama Sìsì, e delle cremine commestibili da spalmare sul corpo.

Io e Sìsì.

Io e Sìsì.

Tutta sborra...

Tutta sborra...

Non vogliamo immaginare quanti litri di spermatozoi siano stati sparsi in questa stanza.

Ci sono tamarri misti punk.

Si teme un’orgia.

Chissà dove sono nascosti gli strumenti sadomaso.

Niki continua a flirtare con chiunque gli passi a pochi cm dalla figa.

Soprattutto con il punk-portiere che, nel frattempo, si è bevuto 2 birre da un litro ciascuna nel giro di un quarto d’ora (5,9%). Non ancora soddisfatto, è andato a comprare una cassa con sole 20 birre. Ne stappa altre 2. Tra un Scheiße e l’altro, ci dice anche “Alla salute!” con un perfetto accento siciliano.

Continua però ad aumentare il nostro disprezzo nei suoi confronti per alcuni motivi:

1) le braccia sono inequivocabilmente bucate;

2) ha dei braccialetti stile catene della bici;

3) la cresta è pure malfatta.

Sorvoliamo.

Foto di gruppo, da sx verso dx: Titten, Punk, Niki, Sine.

Foto di gruppo, da sx verso dx: Titten, Punk, Niki, Sine.

Puffo Sum-41 Punk.

Puffo Sum-41 Punk.

Si fuma la seconda schischa.

Eli fa per passarmela, e brillantemente riesce a rovesciarla.

Carbone ardente sparso su tutto il parquet.

Le bruciature sono inevitabili.

Siamo già pronte in prospettiva di possibili botte.

Niki naturalmente non c’è, e nemmeno il padrone di casa.

Facciamo 2+2.

Cazzo!

Ipotizziamo cosa ci potrebbe succedere da qui a poco.

Torna il puffo.

Ringraziamo il suo spirito punk.

Di fronte al disastro, si limita a dire solo un “Fuck off!” e riaccende la shisha.

Evitiamo i lividi.

Siamo ancora vive.

Si ascolta Ramones.

ORE 01.17

Finalmente a casa.

Altri avvenimenti importanti sono nel frattempo accaduti.

A 00.15 usciamo di casa e abbiamo il bus dopo 5 minuti.

La fermata ovviamente non potrebbe che essere dall’altra parte della città, come al solito.

I punk-tamarri hanno anche un momento di simpatia nei nostri confronti, e ci dicono: “Alla salute!” tutti insieme.

Abbiamo corso come delle puttane, in fuga dai loro protettori incazzati.

Abbiamo perso il bus.

Isy telefona a casa. Grandi litigate via cellulare.

Niki invece non si smentisce. Per l’occasione è stata ribattezzata “Niki alla ricerca dei cazzi perduti”.

Infatti si mette a fare l’autostop a quelle 2 macchine in croce che passano per Bönnigheim.

Tra genitori incazzati, e passaggi scroccati a tamarri tedeschi, in qualche modo si riesce a tornare a casa.

luglio 19, 2009. Cinesi, Niki alla ricerca di cazzi (Moccia), Pasqua con chi vuoi. Lascia un commento.

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